Vivere in Inghilterra: una mamma italiana a Cambridge si racconta

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Paola è una mamma italiana che vive a Cambridge e che ho conosciuto grazie al suo favoloso profilo Instagram, dove regala l’atmosfera calda di una casa così accogliente e deliziosa che verrebbe voglia subito di trasferirsi li con lei. Paola ha una storia per me singolare, perché è la prima persona che conosco, da quando sono expat, che ha deciso di trasferirsi a “causa” della figlia. Non c’è quindi nessuna motivazione lavorativa alle spalle, ma soprattutto, non sono i genitori che hanno dovuto imporre una scelta alla figlia ma il contrario!! Paola (e il marito) hanno stravolto la loro vite romane per seguire un colpo di fulmine. Quello della loro unica figlia con una città, appunto Cambridge.

Trovo che sia stato uno stupendo atto d’amore il loro, che li ha pienamente ripagati.

In questo periodo di totale confusione per la Brexit, l’intervista di Paola è una ventata d’aria fresca. Ci racconta della sua Cambridge, la città che non le ha mai fatto rimpiangere Roma e dove è stata accolta a braccia aperte.

Possiamo leggere tutti i libri che vogliamo prima di trasferirci in un Paese, ma non c’è nulla, a parer mio, come l’esperienza diretta e vissuta che ci può trasmettere con un’intervista una persona che ha fatto quel passo.

 

PAOLA, UNA MAMMA ITALIANA A CAMBRIDGE SI RACCONTA

scorcio di una casa di Cambridge con glicine e bicicletta

Meraviglioso scorcio di una casa e il suo glicine

Paola, parlaci di te

Sono nata e ho sempre vissuto a Roma; sono un’eterna ragazzina che si sta accorgendo adesso, a 53 anni suonati, che il tempo e’ passato volando!
Prima di tutto sono una mamma; anche se la mia bimba è adulta e vive ormai per conto suo da quasi un anno (a 130 passi da casa mia!) mi rendo conto che tutta la mia vita – e quella di mio marito – è comunque ancora e sempre impostata attorno a lei. Lei che sicuramente vorrebbe sentirsi molto più libera, soprattutto paragonata ai suoi coetanei inglesi, che già a 17 anni sono fuori casa…
Quando non sono in ufficio (lavoro per la Cambridge University Press) mi piace esplorare questo mio nuovo Paese; adoro scattare centinaia di foto per fermare i momenti più belli, e sono decisamente una social media addicted. Tra telefonino e computer davvero non stacco mai!

 

Cosa ha portato te e la tua famiglia nel Regno Unito e in particolare a Cambridge?

La scelta di Cambridge e’ stata un fulmine a ciel sereno quando, nell’estate del 2011, mia figlia e’ tornata in Italia da una vacanza a Cambridge dicendo di avere trovato il suo posto, e decisa a trasferirsi anche a costo di lasciare gli studi (all’epoca frequentava il terzo liceo linguistico a Roma) e mettersi a lavorare come cameriera per mantenersi.
Convinti di avere una figlia un po’ pazza, io e mio marito abbiamo cercato di fare buon viso a cattivo gioco e l’abbiamo accompagnata di nuovo in Inghilterra per una settimana, nel tentativo di capire cosa ci fosse di tanto attraente per lei e sperando di farle cambiare idea… risultato: dopo una settimana eravamo io e lui i piu’ convinti al trasferimento!
Nei sei mesi successivi abbiamo quindi fatto mille preparativi, compilato tantissimi documenti per l’iscrizione di nostra figlia ad una scuola pubblica locale, cercato e trovato casa, vaccinato il cane e i gatti per il trasporto oltremare, organizzato il trasloco… e a fine giugno 2012 eravamo tutti, cane e gatti compresi, a bordo della nostra macchina, destinazione Cambridge.
scorcio di Cambridge, porta e rose

Le porticine meravigliose dei cottage a Cambridge

Come giudichi la qualità del sistema scolastico inglese?

Il sistema scolastico inglese e’ molto diverso dal nostro. Io posso solo parlare degli ultimi due anni di liceo e dell’università, ma devo dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa.

I nostri ragazzi studiano molte più materie, qui se ne scelgono un massimo di 5, e a partire dal quarto anno di liceo, che pero’ vengono approfondite molto scrupolosamente, e che sono attinenti alla facoltà che i ragazzi pensano di intraprendere all’università.
Giulia, nostra figlia, si e’ laureata in Scienze Biomediche, e gli ultimi due anni di liceo ha studiato Biologia, Chimica, Francese (lo studiava al liceo italiano e voleva completarne lo studio) e Letteratura Inglese; ad un certo punto all’inizio del secondo anno di università mi ha detto : “Ecco, a questo punto iniziamo a studiare cose del programma di Biologia che non avevamo fatto al liceo”. Il che mi ha fatto capire quanto estensivo sia il livello di studi della materia.
La scuola superiore fornisce i libri di testo (che vanno restituiti e quindi tenuti al meglio), i computer, e perfino il diario… e mi pare che il costo annuo richiesto fossero 35 sterline per l’assicurazione obbligatoria.
A Roma, dove a malapena c’era il riscaldamento in inverno (e non voglio parlare della carta igienica portata da casa!) pagavamo un ‘contributo volontario’ di 190 euro l’anno… quindi, si’, sono soddisfatta del sistema scolastico inglese.
L’università e’ molto cara, 9000 sterline l’anno, e Giulia e’ stata davvero brava a lavorare part-time (in un negozio di libri) per aiutarci a mantenerla negli studi; già prima della cerimonia di laurea lavorava per la Cambridge University, quindi il sistema per noi ha funzionato bene.
la figlia di Paola

La figlia di Paola

Come ha vissuto tua figlia il trasferimento dall’Italia all’Inghilterra?

I ragazzi qui hanno accolto Giulia benissimo; niente gelosie, niente bullismo (e’ punito molto severamente), e soprattutto a scuola, fino alla fine del liceo, tutti vestiti uguali, gonna o pantaloni neri o grigi e felpa della scuola; niente trucco eccessivo, niente tacchi, fumo vietato… insomma, si cerca di mantenere l’ambiente tranquillo il più a lungo possibile. Lei non ha rimpianto nemmeno un giorno il trasferimento.

 

Quali sono gli usi e costumi inglesi che più ti hanno colpito e quali sono diventati parte della vostra routine

Delle abitudini inglesi abbiamo adottato con piacere quella di cenare molto presto; a volte la sera alle 19 abbiamo già sparecchiato e passiamo il resto della serata a chiacchierare, leggere, giocare un gioco da tavolo o guardare la tv. All’inizio eravamo sbigottiti dal vedere la gente a cena nei pub già alle 5 del pomeriggio, poi, specialmente l’inverno, che fa buio alle 15:30 (adesso mi viene da piangere al pensiero!) e i negozi chiudono alle 17 non è che ci sia tanto altro da fare che stare in casa a cucinare.

Altra usanza inglese adottata a braccia aperte sono i picnic, e godersi le belle giornate nei parchi; adesso nei bagagliai delle nostre macchine ci sono dei teli da picnic (rigorosamente impermeabili sul lato che tocca il terreno) che abitano li’ perennemente e vengono tirati fuori al momento giusto; la campagna inglese è splendida e le rare giornate di sole vanno sfruttate immediatamente!

Dettaglio di una casa vittoriana a Cambridge

Una casa vittoriana a Cambridge

Credi saresti una mamma diversa se fossi in Italia?

Se fossi ancora in Italia sarei sicuramente più apprensiva; probabilmente avrei ancora mia figlia in casa, ma sicuramente sarei stata preoccupata del suo futuro, del lavoro… e quasi sicuramente non avrei un lavoro io stessa, quindi si’, in Italia la mia vita sarebbe completamente diversa.

 

Ti manca l’Italia e se si cosa? Ci torneresti a vivere?

L’Italia mi manca, mi mancano il sole, il cielo, il clima, il mare… mi manca la cordialità degli italiani, mi manca la bellezza di Roma (meno il suo degrado), ma quando torno, dopo poco, mi comincio ad accorgere di tante piccole cose che mi ricordano perché sono andata via; della burocrazia infinita, della corruzione, del traffico… e’ un po’ come se adesso avessi il cuore spaccato in due, ma fossi cosciente di avere raggiunto il punto di non ritorno. 

Si’, l’Italia mi manca, ma non tornerei, e a un giovane oggi direi di andare a vedere cosa c’è al di fuori; non necessariamente in Inghilterra, ma di vedere che si può avere di più, che si può contribuire con più amore e impegno alla vita della comunità, avendo fiducia che quanto dato verrà restituito, che si può avere maggiore fiducia nel futuro. E mi piacerebbe davvero che un giorno tutto questo potesse essere detto del nostro bellissimo Paese.

 


 

Grazie Paola, con tutto quello che sta succedendo e l’incertezza che ne deriva per la Brexit, questa è decisamente un’intervista contro corrente e che sono felice di ospitare sul mio blog!

 

Ringrazio Paola per la sua sincerità e per aver voluto condividere un pezzo della sua vita e delle sue esperienze qui, a disposizione della rete. Vi ricordo che potete trovare Paola su Instagram come mycambridgefairytale.

 

Alla prossima!

 

Vi lascio qui di seguito i link diretti a tutte le altre interviste con Mamas around the world:

 

A presto!

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2 Comments

  1. Elena
    Agosto 19, 2019 / 13:55

    Bellissimo articolo! Anch’io lo vorrei fare… veramente!
    Sono mamma single separata da sei anni mia figlia ha 12 anni… abbiamo fatto vacanzina a Cambridge e Londra… e magari è frullata in mente questa folle idea di andare la… ma come mamma single non so se riuscirei a mantenere entrambe… to hai qualche consiglio da darmi? Complimenti per il tuo bellissimo lavoro su questo blog! Un abbraccio Elenasole

    • mumwhatelse
      Autore
      Agosto 23, 2019 / 06:00

      Ciao Elena Sole, grazie mille, il blog è una passione e sono felice se può essere d’aiuto a qualcuno. Per Cambridge non ho molte info, perchè rispetto a Londra tuttto funziona in modo diverso. Però quello che ti consiglio è di non partire senza un lavoro tra le mani. C’è molta incertezza ora nel Regno Unito e non so quanto tempo impiegherai per trovare un lavoro qualificato, per il quale poi serve un ottimo livello di inglese. Avendo una bambina, ti sconsiglierei di trasferirti qui e poi di cercare lavoro. Troppo rischioso. A presto!

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