Com’è vivere a Dubai? La storia di Olimpia

Com’è vivere a Dubai? La storia di Olimpia

Dubai, città proiettata verso il futuro, ponte tra Oriente e Occidente, piena di contraddizioni ma anche ricca di fascino, meta prediletta di vips e travel blogger. Destinazione ideale per una vacanza, ma com’è vivere a Dubai? Io a Dubai non ci sono ancora stata, ma da quando seguo Olimpia su Instagram, devo ammettere che è salita velocemente tra una delle città che vorrei visitare. Quando non è dato saperlo ma spero presto. Intanto, però mi accontento di scoprirla un pò di più e spero che questa intervista possa aiutare un pò anche chi la sta valutando per un trasferimento.

La seconda intervista del 2018 con Mamas around the World ci porta quindi negli Emirati Arabi. Dopo essere stati ad Antibes con Maria Giulia, è la volta di una mamma originaria di Roma, Olimpia. Con lei parleremo della vita in un Paese così diverso dal nostro, come può essere appunto uno stato islamico e chiederemo a Olimpia di raccontarci com’è la vita quotidiana in una città così multietnica e apparentemente molto diversa dall’Italia. Io e Olimpia ci siamo conosciute virtualmente, grazie alla community Not Only Mama, per cui entrambe scriviamo.

Trovate tutte le altre interviste di Mamas Around the world a questo link.

Raccontaci un pó di te.

Ciao! Sono Olimpia, ho 33 anni (cavolo già 33) e sono la mamma di Michele.

Sono di Roma e sono laureata in economia sanitaria e per anni ho lavorato come responsabile del sistema di qualità in diverse strutture sanitarie.

Vivo a Dubai ormai da quasi 3 anni ma in realtà mi sembra molto di più!

Vivere a Dubai

Mamas around the world – Vivere a Dubai – Olimpia

Dubai, una delle mete più ambite quando si parla di vacanze, ma com’è viverla quotidianamente?

Dubai è una città molto organizzata, pulita e sicura quindi per molti aspetti la vita è molto più semplice qui rispetto all’Italia. A casa ti consegnano davvero di tutto ed essendo una città con un elevatissimo numero di expat (circa l’80% della popolazione), non è difficile fare amicizia o trovare persone con cui confrontarsi… in un certo qual modo pur venendo da parti diverse del mondo siamo tutti sulla stessa barca!

 

È una città adatta ad accogliere i bambini?

Sinceramente credo sia una delle città al mondo meglio organizzata per i bambini a partire dai bimbi appena nati. In ogni bagno c’è un fasciatoio o più d’uno, nei vari malls ci sono stanze dedicate all’allattamento e soprattutto la changing room c’è anche nel bagno degli uomini (cari papà qui non avete scampo!).

Vengono spessissimo organizzate attività per i bambini e ci sono molti parchi a tema, come LEGOLAND, MATTEL TOWN, KIDZANIA, OLiOLi (un nuovo museo interattivo per bimbi) e tantissimo altro.

Ovunque ti giri trovi parchi gioco all’aperto. Ce ne sono tantissimi anche indoor (qui durante l’estate fa caldissimo ed è impensabile stare fuori).

 

Dicci la cosa che ami di più e che più detesti di Dubai.

La cosa che amo decisamente di più è il suo essere una città fortemente multiculturale e allo stesso tempo rispettosa di chiunque diverso da te: questo è anche uno dei motivi per cui sono felice di crescere il mio bambino qui.

La cosa che più detesto è il caldo durante il periodo estivo: le temperature arrivano anche a 50 gradi ed è davvero un incubo, l’inferno!

 

Cosa ti manca di più della tua città di origine, come mamma?

La cosa, a cui penso quotidianamente, che più mi manca come mamma è il far crescere mio figlio vicino ai nonni, alle zie ed agli zii: per me la famiglia è la cosa più importante al mondo e spesso mi sento in colpa a privare mio figlio della possibilità\ di crescere con loro accanto. Non mi ci far pensare và… andiamo avanti!

 

Vivere a Dubai. Il tuo cultural shock.

Pur vivendo a Dubai da 3 anni in realtà la conosco e frequento da quasi 6. Non è stato un vero e proprio salto nel vuoto… ma quasi, perché ovviamente viverci è tutt’altra cosa!

Ho imparato a rispettare gli altri in una maniera più profonda: non che prima non lo facessi ma quando ti trovi nella quotidianità ad avere a che fare con persone con un background completamente differente dal tuo, non solo culturale ma anche religioso, passa tutto su un altro livello.

Non mi va giù l’enorme disparità sociale che c’è in questa città: ebbene sí, Dubai, al contrario di quanto in tanti pensano, non è esclusivamente la città del lusso sfrenato, delle tigri portate in giro in macchina come fossero gattini, delle Lamborghini e Ferrari rombanti, Dubai ha anche il suo “dietro le quinte” fatto di tantissime persone (spesso indiani e pakistani) che lavorano duramente e vengono remunerati pochissimo.

Ah e ovviamente non mi va giù il non trovare la carne di maiale (solo in alcuni supermercati infatti è presente il reparto NON-MUSLIM) ma questa è un’altra storia!

Vivere a Dubai

Mamas around the world – Vivere a Dubai Olimpia | Skyline di Dubai

A Dubai, come tutti gli Emirati Arabi, la religione ufficiale è l’Islam, che come si sa ha delle regole piuttosto severe riguardo l’abbigliamento e soprattutto quando si parla di donne. Dubai ha una mentalità aperta, ma volevo sapere tu come ti relazioni con questa cultura. Ci sono occasioni di incontro con donne arabe? O si fa vita tra occidentali? Adoperi delle accortezze nel vestiario?

Mi fa davvero piacere tu mi abbia fatto questa serie di domande, grazie!

I fatti tremendi di cronaca mondiale che ahimé hanno caratterizzato questo nostro periodo storico hanno portato ad una grandissima confusione e ad una, a mio parere errata, considerazione della religione islamica in quanto tale. Essere mussulmano non vuol dire essere un terrorista di default, anzi, la religione islamica è la prima che condanna questo tipo di azioni. Lo so che questa mia affermazione risulterà molto impopolare ma questa è una delle prime cose che ho imparato parlando e conoscendo persone che professano questa religione.

Un’altra cosa che ho scoperto, di cui non ero assolutamente a conoscenza, è che per la donna il coprirsi è una scelta, sí, hai letto bene, sono le donne che spesso scelgono di coprirsi, certo non mi sto riferendo a Paesi come l’Arabia Saudita!

Qui, al contrario di quello che si possa immaginare, la donna è fortemente rispettata, guai a chi osa anche solo guardare con uno sguardo “strano” una donna o tantomeno importunarla. Io da quando sono qui ho sempre continuato a vestirmi esattamente come avrei fatto in Italia, è pur vero però che ogni tanto nei Malls ricordano di non girare molto scoperti ossia con vestiti succinti, troppo attillati o magari troppo scollati ma, sinceramente, credo questa sia anche una questione di buon gusto!

Negli uffici pubblici invece bisogna porre maggiore attenzione coprendosi le gambe e le spalle: ricordo ancora dopo qualche giorno dal mio trasferimento qui di essere stata ripresa e invitata a coprire per essermi presentata in un ufficio con un vestito (assolutamente non volgare, anzi) troppo corto: era un vestito poco sopra al ginocchio. Ecco queste le uniche accortezze ed ovviamente quando si entra in una moschea bisogna coprirsi completamente anche la testa.

Molte delle donne locali della mia etá sono donne che hanno studiato all’ estero, che lavorano e sono parte integrante della comunità e spesso promotrici di attività culturali!

Vivere a Dubai

Mamas around the world – Vivere a Dubai – Olimpia | Il deserto al tramonto

Durante il Ramadan ci sono delle restrizioni anche per gli occidentali, non so ad esempio sull’alcol?

Il Ramadan è il nono mese dell’anno nel calendario lunare mussulmano, nel quale, Maometto ricevette la rivelazione del Corano, è un mese per i mussulmani sacro dedicato alla preghiera, alla meditazione, all’autodisciplina ed al digiuno!

Il digiuno va dall’alba al tramonto: durante queste ore infatti non è possibile mangiare, bere, fumare o praticare sesso.

È un obbligo per tutti i mussulmani adulti ne sono esentati solamente i bambini, gli anziani, le donne in gravidanza o allattamento ed ovviamente i malati. Sono solo temporaneamente esentate le donne con il ciclo e chi viaggia.

Durante questo mese ci sono restrizioni anche per chi, pur non mussulmano, vive in questa città infatti non è possibile mangiare e bere o fumare in pubblico: il fatto che il Ramadan negli ultimi anni sia capitato proprio durante il periodo estivo rende il tutto ancora più difficile soprattutto per quanto riguarda il divieto di bere.

Moltissimi ristoranti rimangono aperti ma servendo dietro appositi paraventi o tende.

È un mese durante il quale si fa molta carità e sparsi nella città vengono disposti frigoriferi che le persone possono riempire con beni di prima necessità ed ovviamente bevande per i tantissimi lavoratori (mi riferisco soprattutto ai manovali con poche disponibilità economiche) che seguono il digiuno.

In genere i mussulmani interrompono il digiuno con un dattero o un bicchiere d’acqua proprio come fece Maometto. Dopo si da il via all’Iftar un vero e proprio cenone di Natale dove finalmente è possibile rifarsi di tutte quelle ore di digiuno.

Durante il Ramadan questa città, in genere molto frenetica, rallenta: anche gli orari di lavoro cambiano e si esce dagli uffici intorno alle 15. È un mese particolare per tutti ed io ho molto rispetto per questa grandissima forza di volontà, ovviamente sostenuta dalla fede, che dimostrano queste persone.

 

Vivere a Dubai: benessere e costo della vita. Tutto proporzionato?

Come noto Dubai è una città cara ed ovviamente gli stipendi medi sono superiore a quelli italiani: si guadagna di più ma si spende anche di più! È una città molto organizzata e questo aiuta molto ad aumentare la qualità della vita nel quotidiano: è un argomento che andrebbe approfondito molto, potrei stare ore a discutere su vantaggi/svantaggi che ho riscontrato nel vivere qui!

Vivere a Dubai

Vivere a Dubai | Burj Al Arab (la Vela di Dubai), unico albergo al mondo con 7 stelle

La vostra permanenza a Dubai è a termine o definitiva? Pensi mai a un futuro in Italia?

Per adesso definitiva ma nella vita mai dire mai, chi l’avrebbe mai detto anni fa che sarei finita a vivere qui?

Se penso ad un futuro in Italia? Ci penso eccome, spesso, come tu ben sai, la vita di noi expat (o quantomeno la mia) è fatta di fasi di amore e odio per il paese che ti ospita. Giorni in cui non te ne vorresti andare mai ed altri in cui prenderesti il primo aereo. Stare lontano dalla famiglia non è sempre facile!

 

C’è qualcosa che non ti ho chiesto e che vorresti dirci?

Vorrei dire a tutte le mamme che sono in procinto di traferirsi all’estero e ne sono spaventate o a tutte quelle che desidererebbero farlo ma pensano a come potrebbero reagire i propri bambini di non temere. I bambini hanno risorse incredibili e, nonostante la mancanza dei nonni o degli zii, farli crescere conoscendo altre culture, altre lingue ed altri punti di vista è un dono enorme che possiamo fagli. Non sarà facile e ci saranno momenti di sconforto, di solitudine ma vederli crescere come cittadini del mondo varrà ogni sacrificio!

 

Grazie Olimpia! E’ stata una chiacchierata davvero interessante. Potete trovare Olimpia anche su Instagram.

 

 

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3 Comments

  1. luglio 26, 2018 / 14:05

    Che bello leggere questa intervista sul tuo blog! Seguo anche io Olimpia su IG ed ora la conosco un po’ di più grazie a questo spazio.
    Inoltre adoro Dubai…ci tornerei mille volte!

    • mumwhatelse
      Autore
      luglio 26, 2018 / 15:07

      Grazie mille Stefania! Si Olly spero di incontrarla presto, magari a Dubai che non ci sono ancora stata 🙂

  2. luglio 31, 2018 / 09:22

    Un’intervista super interessante, vivendo in un luogo si riescono a sfatare molti luoghi comuni e a entrare realmente in contatto con la popolazione locale (nonostante i locali non siano poi così tanti a Dubai, visto l’alto tasso di expat 😉 !

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