Vivere a Zurigo con bambini, la storia di Chiara

Vivere a Zurigo con bambini, la storia di Chiara

Per la rubrica Mamas around the world oggi andiamo in Svizzera e incontriamo Chiara, che in questa intervista ci parla della sua vita da expat e di come si vive a Zurigo con bambini.

Conosco Chiara tramite la rete e al fantastico gruppo di Not Only Mama, del quale entrambe facciamo parte. Chiara, che ha da poco aperto il suo blog, ha un gusto infallible nello scovare posticini e coffee shop, in giro per Zurigo. Potete seguirla anche sul suo profilo instagram come My Wander Coffee.

 

INTERVISTA PER MAMAS AROUND THE WORLD

CHIARA DA ZURIGO

Photo Credit Chiara@mywandercoffee

1) Chiara, raccontaci un pò di te, cosa facevi prima di diventare mamma full time e come sei finita a Zurigo

Intanto Francesca, che piacere essere ospitata sul tuo blog!
Dunque, prima di fare la mamma full time ho avuto il privilegio di nascere nel centro della piccola Verona per poi spostarmi verso le maestose bellezze di Roma, dove ho lavorato come web designer; dopo cinque anni, navigando tra le multinazionali di Dublino e i banchi universitari di Londra, sono giunta a Zurigo con il mio piccolo di soli quattro mesi e senza la più vaga idea di dove fossi approdata. Mio marito aveva ricevuto un’offerta di lavoro da una compagnia di assicurazione e ci sembrava il momento giusto per una nuova esperienza. Conoscevo la città elvetica solo per il fatto che si parlasse, mio malgrado, una lingua che non conoscevo e che fosse vicina alle montagne più rinomate del mondo. Peccato che a me piacesse solo il mare e che il tedesco non potevo sentirlo senza farmi sanguinare le orecchie, ah!
Avevo una lunga esperienza di comunicazione sul web e una laurea in Design and Innovation ma, giunta in una città completamente sconosciuta e con un neonato, decisi che era arrivato il momento di concentrarsi sulla famiglia.

 

2) Prima di Zurigo hai vissuto a Dublino. In quale città ti trovi meglio e perchè.

Senza alcun dubbio mi trovo molto meglio a Zurigo. Dublino per me e’ stata la città del divertimento, delle feste, delle nuove amicizie ma anche di grandi difficolta, soprattutto nel momento della gravidanza, quando ebbi purtroppo diversi problemi e l’assistenza sanitaria fu praticamente nulla. In quanto a sicurezza, pulizia, efficienza, penso che nessuno possa battere gli svizzeri tedeschi e da quando ho una famiglia, questi aspetti sono diventati molto importanti per me.

 

3) Da quanto tempo vivi lontano dall’Italia? Come ti ha cambiata l’esperienza dell’espatrio?

Vivo all’estero da dodici anni e l’esperienza dell’espatrio mi ha cambiata profondamente. Devo dire in meglio. Abitare all’estero mi ha fatto davvero comprendere che ogni cultura e’ diversa e preziosa, ricca ed interessante quanto la mia. Che ognuno va rispettato ed ascoltato e che la diversità e’ una cosa meravigliosa!

4) Vivere a Zurigo con una famiglia, cosa ti piace e cosa non sopporti.

Mi piace andare al parco giochi, lasciare il passeggino con borsa attaccata nel mezzo del prato, allontanarmi per mezz’ora e sapere di ritrovare tutto al ritorno. Mi piacere sapere che i miei bambini possano andare a scuola da soli fin da piccolissimi e che la domenica i negozi siano chiusi affinché tutti possano godersi la natura, che qui la fa da padrona! Mi piace poter lasciare liberi i miei figli di allontanarsi da me senza che corrano pericoli e che crescano liberi ed indipendenti. Mi piace la cultura del cibo sano e dello sport: gli svizzeri tedeschi sono tutti molto attivi e con una cura del proprio benessere mai conosciuta fin d’ora: c’e’ solo da imparare da questo punto di vista. Da italiana, non mi piace che a volte sia tutto troppo perfetto e che ci sia poco spazio per le ‘sorprese’ e non mi piace, tuttora, la lingua che sto ancora studiando dopo 7 anni! Qui tra l’altro parlano lo svizzero tedesco, che non e’ il tedesco classico, quindi fuori dalla classe si fatica ad avere un riscontro reale rispetto a quello che si studia sui banchi. E’ anche vero che gli svizzeri sanno mille lingue e si vive tranquillamente con inglese o francese o italiano.

Ultima cosa con cui si fatica a convivere, da italiani, e’ la poca apertura agli altri da parte dei abitanti locali: gli zurighesi non sono estremamente espansivi. Devo dire pero’ che sono gentilissimi. A parte qualche vecchiotto burbero, tipico di ogni luogo credo!, non ho mai trovato persone particolarmente scortesi, anzi.

Photo Credit Chiara@mywandercoffee

5) Svizzera e Italia a confronto su due tematiche, la scuola e la sanità. Ci racconti la tua esperienza?

Purtroppo non posso fare un confronto attuale sulla sanità perchè oramai sono anni che vivo all’estero quindi ti racconto come funziona e i tuoi lettori, se vorranno, mi diranno le differenze.

Qui vige l’assicurazione medica, che ha un costo base mensile di circa 200 franchi.

I bambini fino ai 18 anni non hanno franchigia, con moltissime spese coperte.

I medici sono decisamente meno interventisti o medicalizzanti che in Italia (a mio avviso, dove gli antibiotico vengono spesso distribuiti come fossero caramelle) ma molto celeri quando si tratta di indagare su un problema: analisi e responsi vengono recapitati a casa, e in concomitanza al medico di base, nel giro di pochi giorni.

La vera manna per me e’ il pediatra, disponibile anche nei weekend dalle 8 di mattina alle 8 di sera. Le vaccinazioni vengono fatte in studio dal pediatra stesso e tutte le medicine necessarie vengono date direttamente dal pediatra successivamente alla visita effettuata.

Scuola. E’ davvero un capitolo vastissimo.

Dipende molto dalle scelte di vita della famiglia. Noi abbiamo scelto la scuola privata fino alla primaria per poter esporre i bambini a due lingue, inglese e hoch deutsch, ed essere cosi trilingue fin da subito. La scuola svizzera elementare non pesta sull’acceleratore fino alla quarta classe cosi, a mio parere, diventa importante avere un’idea sui futuri spostamenti della famiglia: per intenderci, se il bambino iniziasse le elementari qui e venisse spostato in un altro paese con la famiglia quando e’ in terza classe, potrebbe trovarsi indietro a livello di curriculum scolastico. Gia’ dopo la quarta, i bambini iniziano le lezioni alle 7:15 della mattina ed il gap nozionistico si accorcia immediatamente.

Photo Credit Chiara@mywandercoffee

6) Cosa consiglieresti a una famiglia che sta pensando di trasferirsi in Svizzera.

Consiglio vivamente di controllare tutti i costi vivi che si dovranno affrontare perche’ la Svizzera tedesca e’ molto, molto cara. L’efficienza costa insomma. Diciamo che i costi piu elevati riguardano la casa e la scuola fino ai 4 anni (prima di questa eta’ la scuola e’ considerata come un asilo nido e quindi a pagamento).

E’ anche vero che se ci si sposta all’interno di una società per cui si lavora, o in generale se si ha un buon pacchetto, e’ una scelta da considerare come decisamente positiva. Le scuole permettono ai bambini di godersi l’infanzia senza le competizioni scolastiche che conosco in altri paesi: ai bambini viene insomma permesso di fare i bambini. C’e’ molta offerta scolastica tra sistema pubblico, IB e scuole bilingue con curriculum svizzero, tutte si complementano piuttosto bene, secondo il mio punto di vista.

La comunità expat e’ grandissima qui e devo dire che, da un paio di anni a questa parte, la movida zurighese e’ cresciuta moltissimo.

 

7) Stipendi e qualità della vita in Svizzera. E’ davvero un’isola felice?

No, la Svizzera non e’ un’isola felice. Ci sono tantissime realtà difficili, anche tra gli stesse famiglie svizzere. Se ci si sposta qui e’ perche’ si riceve un’offerta vantaggiosa altrimenti si fatica moltissimo a vivere. Se però si riesce a metterci piede con un buon stipendio…e’ una terra dalle mille, inaspettate scoperte!

 

 

Grazie mille Chiara per averci portato con te nella città elvetica e averci dato uno spaccato di vita reale, del capoluogo svizzero.

Se volete leggere le altre interviste qui sotto trovate tutti i link:

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25 Comments

  1. Agosto 16, 2018 / 15:33

    Che bella intervista! Zurigo mi affascina, mi sa tanto di efficiente e sicura e con dell’aria buona da respirare. Proprio da poco il mio compagno ha ricevuto una proposta lavorativa, che poi abbiamo lasciato correre perchè a livello economico era quasi uguale al suo lavoro attuale.

    • mumwhatelse
      Autore
      Agosto 20, 2018 / 09:15

      Beh certo, si cambia solo se conviene, difficile lasciare la Spagna comunque credo 🙂

  2. Agosto 16, 2018 / 16:00

    Ti capisco benissimo Chiara, su molte cose: ho vissuto 1 anno e mezzo a Dublino e poi in Germania (tra i tanti soggiorni, l’ultimo a Friburgo, proprio a due passi da Basilea).

    Mi manca tanto l’Irlanda ma come hai fatto notare, la pulizia è pessima e la sanità è inesistente. In Germania funziona tutto perfettamente ma, c’è qualche ma, la perfezione si paga. Anche se il costo della vita rispetto alla Svizzera è più basso, ci sono molte più spese rispetto all’Italia. E ti capisco, da Italiana, il fatto che noi mediterranei siamo molto più aperti e rilassanti rispetto agli imprevisti … che possono capitare.

    In bocca al lupo!

    • mumwhatelse
      Autore
      Agosto 20, 2018 / 09:14

      Siamo sulla stessa lunghezza d’onda quanto all’apertura degli italiani 🙂

  3. Erika
    Agosto 16, 2018 / 17:59

    Fa’ venir voglia di mollare tutto e andarci a vivere domani !! L’Italia in questi 12 anni è veramente cambiata tantissimo purtroppo per noi e per i nostri figli. La qualita’ della vita , della scuola, della sanità, ma anche del cibo , stanno avendo un tracollo rapidissimo. Una tristezza infinita per noi che ci dismo nati e che la amiamo con tutto il cuore.

    • mumwhatelse
      Autore
      Agosto 20, 2018 / 09:13

      In effetti Erika, ho pensato lo stesso quando ho letto l’intervista a Chiara. Anche a me manca l’Italia e se ce ne andassimo via tutti, ne otterremmo solo il decadimento. Però è anche giusto mettere il naso fuori e vedere come si vive altrove

  4. Chiara
    Agosto 17, 2018 / 19:02

    Non sono mai stata a Zurigo ma una volta siamo stati aeroporto della città per uno scalo. Sono rimasta impressionanata dalla sala per le famiglie. Sembrava un asilo Montessori in aeroporto. Giochi, libri, pannolini, salviettine… Cose che in Italia ce le possiamo solo sognare

    • mumwhatelse
      Autore
      Agosto 20, 2018 / 09:03

      Dopo questa intervista, tutte a Zurigo ahahahah

  5. Agosto 21, 2018 / 15:15

    Concordo sul dire che la Svizzera non sia un’isola felice.
    Io ci ho vissuto 8 anni e ho amato quel periodo ma non è stato per nulla facile.
    Mi ha insegnato molto, però.

    • mumwhatelse
      Autore
      Agosto 21, 2018 / 19:51

      Come spesso accade, i periodi in cui ci mettiamo in gioco e sono quindi più sfidanti, sono anche i migliori e che ci fanno crescere. Grazie per averlo condiviso

  6. Agosto 28, 2018 / 14:53

    Così vicino al nord Italia ma così diversa, è stato molto interessante conoscere questi aspetti che sicuramente se non ci si informa appositamente non scoprono

    • mumwhatelse
      Autore
      Agosto 29, 2018 / 21:45

      Grazie, anche a me piace tanto fare queste interviste perchè chi racconta è totalmente disinteressato, e sono proprio sincere 🙂

  7. Settembre 18, 2018 / 17:03

    La Svizzera è davvero molto diversa dall’ Italia. Non ci ho mai vissuto ma lo si capisce anche solo standoci pochi giorni in viaggio. Grazie per aver condiviso con noi la tua esperienza.

    • mumwhatelse
      Autore
      Settembre 18, 2018 / 21:49

      Grazie

  8. Settembre 20, 2018 / 07:45

    Ho una cara amica che vive nella Svizzera tedesca e in questo post ho ritrovato le sue parole. Non è tutto semplice ma di sicuro l’efficienza aiuta!

    • mumwhatelse
      Autore
      Settembre 20, 2018 / 14:27

      L’efficienza svizzera è famosa in tutto il mondo, ma qualche difetto lo avranno anche loro 🙂

  9. Settembre 20, 2018 / 10:28

    Ogni luogo ha i suoi lati positivi e i suoi lati negativi, soprattutto se ci si vive per un po’ di tempo. Comunque credo che le esperienze di vita all’estero siano un grande arricchimento per tutta la famiglia.

    • mumwhatelse
      Autore
      Settembre 20, 2018 / 14:26

      Esatto passata la fase ad occhi cuore, ecco che il cultural shock si fa sentire… però certo, per la famiglia, è sicuramente un’esperienza che permette di allargare gli orizzonti

  10. Settembre 20, 2018 / 10:40

    Vivere all’estero ha sempre i suoi pro e i suoi contro.
    L’importante secondo me è non fare mai troppi confronti, perchè ogni paese ha le sue caratteristiche, difetti e pregi.
    E quando si sta bene con se stessi e con la propria famiglia si può star bene ovunque…

    • mumwhatelse
      Autore
      Settembre 20, 2018 / 14:25

      Guarda condivido pienamente! Purtroppo si tende spesso ad ammirare il giardino del vicino che è sempre più verde e mi piace confrontarmi con altre expat proprio su questo.

  11. Settembre 21, 2018 / 06:51

    Un mio amico sta per trasferirsi a Zurigo da Philadelphia per lavoro. Già dai primi contatti con gli svizzeri ha detto che sono un mondo a parte, dove tutto funziona, a patto che sai rispettare le loro regole. Lo ha definito un perfetto ingranaggio, dove una rotellina fuori posto può rompere l’incantesimo.

    • mumwhatelse
      Autore
      Settembre 22, 2018 / 16:55

      e direi che non sempre troppo efficienza fa bene, vero?

  12. Novembre 6, 2018 / 17:18

    Stupenda iniziativa ! Ho vissuto l’Irlanda e Dublino solo da turista e devo dire che scoprire questi aspetti negativi dell’assistente medica mi ha fatta rabbrividire e sono aspetti che non aspetti rei mai conosciuto senza averci vissuto. Dalle Svizzera non ho esperienza diretta, ma ci vive la figlia di un amico di famiglia fa tantissimi anni e ne ho sempre sentito parlare molto bene. Bella intervista, grazie

    • mumwhatelse
      Autore
      Novembre 7, 2018 / 22:29

      Beh la Svizzera è uno dei migliori Paesi in cui si vive al mondo se non il migliore… Ho letto recentemente un articolo se non ricordo male era il primo o il secondo paese al mondo 🙂

  13. Novembre 9, 2018 / 20:36

    Adoro la.Svizzera e soprattutto le sue montagne. Spesso siamo portati a pensare che un trasloco estero ci aiuti a vivere una realtà più facile ma non sempre è così.

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