La mia valigia da expat

La mia valigia da expat

E’ la domanda che ricorre più frequentemente… Cosa ti manca di più dell’Italia? La risposta è sempre la stessa, non ho mancanze di abitudini o luoghi in particolare, a parte gli affetti, la famiglia, gli amici. Per fortuna Londra è a poche ore di volo da Milano e questo facilita le cose. Ogni volta che torno in Italia faccio scorta di buon cibo e vitamina D, di chiacchiere e abbracci. La mia valigia da expat, solitamente carica di scorte di cibarie, con il tempo è anche cambiata.

Nonostante la fase di innamoramento iniziale con Londra sia stata ampiamente superata, sono ancora felice di vivere in questa città e della scelta fatta. Il mio cultural shock, quel processo di adattamento a una cultura diversa dalla nostra, marca ancora segno positivo. Londra è una città che vissuta con una famiglia può essere molto impegnativa e costosa, ma a noi sta regalando tante opportunità.

 

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La mia valigia da expat

Insieme ad altre amiche blogger expat, abbiamo pensato di raccontare le nostre valigie, in un percorso ideale che va dalla Cina al Giappone, passando per USA e Francia!

Allacciatevi le cinture!

 

Con poca modestia posso dire di essere migliorata parecchio, ora in valigia riesco a ottimizzare lo spazio, impacchetto liquidi con risultati superlativi (potrei fare un tutorial? 🙂 ), ho scoperto tecniche da piegatura perfette, per lasciare magliette e camicie senza piega. Sono di certo diventata la maga delle buste, tutto sigillato e separato e facile da trovare.

C’è della scienza qui!

 

 

In genere quando torno dall’Italia, posso infilare anche il salame sottovuoto! C’è sempre qualche scorta di cibo e alcuni medicinali che qui non sia trovano, anche se le mie abitudini stanno cambiando e mi sono adattata a NON avere certi sapori e certi alimenti. Ciò che all’inizio mettevo in valigia erano prodotti qui troppo costosi oppure introvabili come:

  • le Gocciole, ma anche le Macine o qualsiasi biscotto Mulino Bianco. Qui esistono solo cookies, che non si possono inzuppare o i finger tea biscuit, che sono biscotti secchi. Buoni, si, ma ogni tanto sarebbe bello variare.
  • Le buste di zafferano, ebbene si, ed è una cosa che so accomuna varie expat in altre nazioni
  • Il Parmigiano, da grattugiare sulla pasta.
  • Olio EVO: qui è raro trovare l’olio in bottiglia di vetro, solitamente è nelle bottiglie di plastica. Orrore!!
  • E qualche medicina, che qui non si trovano, come l’OKI. In UK le medicine costano davvero pochissimo, ma se tuo figlio ha la bronchite e vuoi fare l’aerosol, qui ti guarderanno come una pazza, perché non esiste aerosol e quindi neppure il Bentelan.

 

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Come è cambiata la mia valigia nel corso del tempo?

COLAZIONE

Tanto per cominciare, ho cambiato modo di fare colazione. Sono sempre stata amante del latte con biscotti, fin da piccola.

Eppure, da quando scoperto il porridge (qui vi parlo di una delle mie passioni, l’overnight porridge), quei buonissimi biscotti italiani non mi mancano più. Lo conoscete? E’ una pappetta a base di fiocchi d’avena, molto nutriente e piuttosto sana (poi dipende da come lo “farcite”) che è perfetta soprattutto in questa atipica estate londinese.

 

LIBRI

In valigia ora porto solo libri scritti in inglese. E’ vero che sono per lo più saggi che trattano di argomenti che mi interessa approfondire, ma ora mi viene naturale anche leggere romanzi in inglese. E’ decisamente uno dei modi migliori per imparare nuove parole per me e a imparare a scrivere pensando in inglese.

 

VESTITI

Ho imparato a viaggiare leggero e a portarmi meno vestiti. C’è anche una grande verità dietro. Ne compro meno e cerco di fare acquisti sostenibili, ed evito le catene di fast fashion. E poi ho scoperto il fantastico mondo dell’usato, non solo vintage. Qui a Londra, le charity, che sono delle onlus, hanno negozi sparsi per tutta Londra dove vendono vestiti, oggetti, scarpe e borse di seconda mano. Funziona così: chi ha vestiti che non mette più e di cui si vuole liberare, invece di gettarli in cassonetti, li porta in questi negozi e li regala. Il negozio li rivende a prezzi davvero buoni, e il ricavato viene devoluto per le varie cause. Ci sono charity per il cancro, i bambini del Terzo Mondo, per la ricerca.

Credo che ho assorbito un pò della mentalità inglese, qui nessuno guarda come sei vestito, e questo da un grande senso di libertà.

 

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Quali sono infine le cose che avrei messo in valigia se avessi saputo che…

…IL BIDET MI SAREBBE MANCATO

Non era assolutamente un pensiero fisso, ho viaggiato più volte in città senza che ci fosse e non ne sentivo una mancanza esagerata. Beh, su questo ho cambiato decisamente idea. Il bidet è un’assenza che si fa sentire! Gli inglesi non lo conoscono e non ne sentono la necessità. In questo siamo unici, ma volete mettere la comodità di una risciaciuatina?!

 

… GLI INGLESI HANNO UN PERFETTO CONTROLLO DELLE EMOZIONI

E’ un mindset, con cui nasci e cresci qui.  Gli inglesi sono il popolo dell’autocontrollo.Ne avevo sentito parlare, ma per una emotiva come me, a volte la loro imperturbabilità impressiona. Sono convinta che le emozioni siano necessarie per guidarci nella vita, ho sempre vissuto di pancia, facendo anche alcuni errori, ma mi sono sempre fatta guidare dal mio istinto. Non credo che noi italiani siamo eccessivi, però ogni tanto ci manca la misura. Come sempre l’ideale sarebbe la via di mezzo.

In valigia mi sarei portata un corso accelerato di autocontrollo. Anche se riconosco che la frequentazione assidua di parchi mi ha dato un punto di osservazione privilegiato sulla tipica mamma inglese, e la sua capacità di gestire più figli senza problemi (qui in media si hanno tre figli). Ed ho imparato tantissimo! Apprezzo il loro modo di relazionarsi con i più piccoli, soprattutto in situazioni da crisi di nervi. Al parco è rarissimo sentirle urlare, e anche il momento del rimprovero è gestito con molta educazione.

 

… LONDRA E’ ENORME

Vivevo a Milano prima di trasferirmi a Londra e da quando sono qui ne ho certamente rivalutato la COMODITA’! Girare in bicicletta e raggiungere il centro in pochi minuti, ma anche potersi organizzare per un aperitivo il giorno stesso. A Milano si può fare. Qui sarebbe impossibile, bisogna organizzarsi con settimane di anticipo, fare mille incastri e soprattutto trovare la soluzione a metà strada, perchè pur vivendo nella stessa città, puoi impiegarci anche un’ora per raggiungere un posto..

 

Poi però penso che questa esperienza mi stia facendo crescere come poche, uscire dalla mia comfort zone mi ha fatto scoprire molte cose su me stessa, nuove passioni, tra cui questo blog. E quindi ci sta sentire un pò di nostalgia in fondo, anche perché mi ha fatto rivalutare molti aspetti dell’Italia e della mia vita passata, che davo per scontate.

 

Siete anche voi delle expat? Raccontatemi le vostre valigie…

 

Scoprite cosa hanno scritto le altre mie colleghe expat della loro valigia:

Veronica, expat in Giappone

Isabella, expat negli USA

Antonella, expat in Cina

Veronica, expat in Cina e Scozia

Luina, expat in Cina

 

 

A presto!

Francesca

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16 Comments

  1. luglio 24, 2018 / 13:23

    Trovo sia bellissimo il discorso delle onlus per gli abiti di seconda mano.
    Il bidet concordo che ha la sua comodità!

  2. luglio 24, 2018 / 13:34

    Mi hai fatto sorridere per i biscotti del mulino bianco,… ricordano casa e l infanzia. Anche se con gli anni si cresce, da expat si sente ancora di piu la mancanza! brava che ormai leggi libri sono il inglese

    • mumwhatelse
      Autore
      luglio 24, 2018 / 14:30

      Ehh qui c’è una penuria tale di biscotti che mi sono pure messa a prepararli da me 🙂 Si cresce con certe abitudini che sono difficili da sradicare, insomma siamo italiani e per noi il cibo è davvero importante!

  3. Chiara
    luglio 24, 2018 / 18:57

    Carino il post fatto in collaborazione con altre mamme expat. Il bidet quando si sta fuori Italia manca veramente a tutti 😂

  4. luglio 24, 2018 / 19:12

    I biscotti non mi sono mai mancati perché per colazione adoro i cookies, il pane tostato con i vari spread (con il formaggio vegano al cocco è stato subito amore!) o ancora yogurt e cereali (la granola pure è stata una gran scoperta!). Invece concordo con te sui negozi delle charity, ho trovato diverse occasioni ottime. Suggerimento da insider: più la città è sciccosa più le charity hanno bei vestiti, quindi Londra è top, ma a volte trovi delle vere chicche anche nei paesini turistici a seconda di come sono frequentati 😉

  5. luglio 25, 2018 / 09:49

    Bellissima iniziativa! Mi piace molto la tua riflessione su come cambia nel tempo la valigia di un’expat, cosa si impara e cosa si dimentica!

  6. luglio 25, 2018 / 11:28

    Bellissimo post, ed è vero che alla fine non si sente più la necessità di portarsi dietro alcune cose di casa… tranne le Gocciole, a quelle non rinuncerò mai ahah 🙂

    • mumwhatelse
      Autore
      luglio 25, 2018 / 11:47

      ahahaha le Gocciole sono insostituibili! 🙂 Grazie Veronica!

  7. luglio 25, 2018 / 14:34

    Ciao! Credo sia la prima volta che commento il tuo blog! piacere sono una expat da 20 anni anche io! Vivo ad Amburgo! Parmigiano e caffé for ever anche per me e soprattutto libri e riviste!

    • mumwhatelse
      Autore
      luglio 25, 2018 / 21:10

      Ciao Giordana, grazie di essere passata di qua. Venti anni? Cosa si prova dopo così tanto tempo? Sai che non sono mai stata ad Amburgo invece?

  8. luglio 25, 2018 / 20:52

    Che bello questo post! Mi ha ricordato un po’ il mio anno all’estero e com’era stata la mia esperienza lontana dall’Italia, rientrare era stato un discreto shock. Ora che sono mamma sarebbe tutta un’altra cosa. Sono contenta di aver scoperto questo blog per conoscere Londra e la vita da expat da un punto di vista speciale.

    • mumwhatelse
      Autore
      luglio 25, 2018 / 21:09

      Grazie mille Laura! Ti aspetto ancora da queste parti allora 🙂

  9. luglio 31, 2018 / 13:34

    Curioso questo post! Sogno un giorno che mio marito venga trasferito all estero per lavoro.. mi ha sempre affascinato il fatto di vivere all estero. I miei bimbi imparerebbero un’altra lingua e io avrei una possibilità in più col lavoro.

    • mumwhatelse
      Autore
      luglio 31, 2018 / 15:36

      Ciao Stefania, si è vero l’esperienza all’estero allarga gli orizzonti e offre sicuramente la possibilità di reinventarsi. A noi è un pò capitato, non cercavamo un’esperienza così. Siamo contenti della scelta fatta anche se avere una famiglia all’estero senza una rete o nonni vicini può essere faticoso. Insomma il gioco deve valere la candela comunque.

  10. luglio 31, 2018 / 14:09

    Articolo molto simpatico e che in fondo racchiude tante emozioni e sentimenti: complimenti! Bidet eroe nazionale subito!

    • mumwhatelse
      Autore
      luglio 31, 2018 / 15:33

      Grazie 🙂 hai ragione, racchiude tutto un mondo di pensieri e emozioni e sentimenti e anche un pò di nostalgia

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