Diventare mamma la seconda volta

Diventare mamma la seconda volta

Essere mamma è un pò come rinascere, diventare mamma la seconda volta e a distanza di poco tempo è… l’adolescenza.

Ultimamente non riesco più a trovare il tempo per scrivere. E mi manca. Questo piccolo, minuscolo spazio è la mia valvola di sfogo. La mia isola felice, il mio angolo di libertà.

Crescono le variabili, le complicazioni, l’ingegno e l’organizzazione diventa necessaria. Non puoi permetterti di sprecare del tempo, quando vai a fare la spesa hai pronta la tua bella lista scritta come una volta, su un bel post-it ingiallito, perchè il sonno interrotto e i bimbi che animano la tua giornata possono distrarti e tu non puoi permetteri di scordare proprio il latte!

Soprattutto se sei in un Paese straniero, dove i bimbi urlano poco e le mamme sono calme, rilassate e non perdono mai il controllo.

Leonardo è arrivato quando con Andrea eravamo nel bel mezzo di quella fase, meglio conosciuta come “i terribili due, e i primi tempi non son stati per niente facili. Dover gestire la gelosia del fratello che proprio perché in una fase delicata, non sapeva comunicarci i suoi sentimenti.

Se siete genitori conoscete il significato di queste parole. I terribili due, terrible twos in inglese, sono una fase di crescita che riguarda i bambini tra i 18 e i 36 mesi.

A che punto siamo?

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Leonardo ha sei mesi e le coliche sembrano non finire mai. Si sveglia sempre più spesso la notte, a intervalli anche di sole due ore. Potrebbe avere il disturbo del riflesso esofageo, ma qui non danno medicine per queste cose, aiuta chi il ciel l’aiuta è un pò la filosofia, guarirà da solo…

Le stiamo provando un pò tutte, biberon, tetta, senza tetta prima di dormire, materasso rialzato, dieta senza glutine e senza latticini. Nessun risulato sostanziale.

Dormiamo tutti insieme, noi tre, nel lettone, il papi nell’altra camera.

L’altra notte mentre lo allattavo, pensavo a come cambia l’atteggiamento di una mamma con il secondo figlio. E’ più faticoso e stancante si, ma che bellezza sapere e anticipare le mosse. Sono decisamente più rilassata e invece di passare ore a leggere come dovrei fare se, come, cosa fanno le altre etc… mi godo il silenzio della casa, la quiete della notte, io e i miei cuccioli nel letto.

E’ decisamente tutta un’altra esperienza.

Le preoccupazioni prima di avere il secondo non mancano, noi mamme siamo fatte apposta per questo. Chissà come reagirà il fratello, ce la farò da sola con due, sarà geloso, lo amerò quanto il primo, avrò abbastanza tempo per fare tutto?

Con il mio primo figlio ho seguito tutto alla lettera, fatto quello che diceva il pediatra, seguito i manuali, saggi e tutto ciò che trovavo di interessante online.

Con Leonardo, seguo il mio istinto, mi fido del mio giudizio critico, so che non devo più ascoltare nessuno e chi vuole dare giudizi non richiesti, può essere tranquillamente messo alla porta, perchè, sai che c’è, ci sono passata, sono già mamma e non ne ho bisogno.

Perchè poi ogni bimbo è diverso dall’altro, non c’è manuale che tenga! Anzi a volte penso proprio che chi scrive certi manuali, non ha mai avuto figli.

Prendete noi ad esempio: il primo un figlio da manuale, a tre mesi a dormire nella sua stanza e nel suo lettino tutta la notte perchè, guai a dargli vizi!

Leonardo non dorme più di due ore consecutive e pratichiamo felicemente il co-sleeping. In tre.

Insomma con Leo sono un pò meno iron mum, non sto a guardare le lancette dell’orologio per sapere se sono passate già tre ore e lo posso allattare. Sono decisamente una mamma diversa, direi consapevole.

Anche con lo svezzamento, ho scritto un post in merito, ho deciso di seguire il mio istinto e non basarmi su quello che si dovrebbe fare a sei mesi.

Quando Leonardo sarà pronto, sono sicura che me ne accorgerò.

Insomma mi godo il momento, quei silenzi di notte tra di noi due soli, così preziosi, perchè stavolta, so che tutto finirà presto e quei momenti mi mancheranno.

Spero che questo post possa essere di aiuto o d’ispirazione a qualche neo mamma, che non sa dove sbattere la testa o semplicemente cerca delle risposte. Mi sento di dirvi di essere buone con voi stesse e che state facendo un ottimo lavoro.

Non esistono risposte universali, cercate di capire la situazione, analizzate il momento, cercate di capire se ci sono delle cause scatenanti, state rilassate e concentratevi su di voi e il vostro bimbo, senza dare retta a quello che vi dice che ci è già passato (magari trent’anni prima, ed ha una versione un pò edulcorata del tutto).

 

Francesca

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2 Comments

  1. settembre 11, 2018 / 12:09

    Sono perfettamente d’accordo, io e mio marito stiamo accarezzando l’idea di dare un fratellino/sorellina alla nostra Emma e il fatto di aver già provato certe emozioni e vissuto certe circostanze ci fa pensare, non che sarà più facile, ma che forse la nuova Vita che verrà l’affronteremo in maniera più rilassata e come dici Tu, più consapevole. Più consapevoli delle nostre capacità e più consapevoli che solo noi sapremo veramente di cosa hanno bisogno i nostri figli.

    • mumwhatelse
      Autore
      settembre 18, 2018 / 21:55

      Vedrai sarà un’esperienza del tutto diversa e completamente nuova, pur essendo la seconda!

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