La nostra vita da expat a Londra

La nostra vita da expat a Londra

Emigrare. Italiani in fuga. Vita da expat a Londra.

Non sai cosa vuol dire ma lo impari in fretta.

Chi l’avrebbe detto che un giorno ne avrei fatto parte? Beh, io, perché ho sempre subito il fascino di poter vivere e conoscere una cultura diversa dalla mia. Ma non avrei mai pensato che lo avrei fatto da mamma e con una famiglia al seguito.

Il nostro Paese è in un periodo in cui le opportunità di lavoro per i più giovani significano precarietà e sono spesso deludenti. Ma la fuga verso l’estero, verso un altro Paese che forse ha da offrirci qualcosa di più riguarda anche tanti professionisti e manager, persone che non riescono a fare carriera in aziende in cui troppo spesso il nepotismo la fa da padrone.

Non lo nascondo, Londra è da sempre la città dei miei sogni, fin dalla prima vacanza studio qui ne sono rimasta affascinata dal suo concentrato di culture. Così, quando si è presentata la possibilità di venire a vivere qui, questa città ha sicuramente giocato un ruolo importante.

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Ma se la decisione di emigrare all’estero è in sé una scelta complessa,
quando coinvolge altre persone, i tuoi figli, i tuoi affetti, non è mai una scelta facile.

Non si può essere sicuri di aver fatto la scelta giusta, o per lo meno io che sono qui a Londra da un anno e mezzo, ancora non lo so. La scelta di un nuovo posto di lavoro sono le leve che in genere ci spingono a cercare qualcosa di meglio. Non si tratta solo di ambizione personale, riguarda ancora di più la volontà di dare alla propria famiglia un futuro migliore. E’ quello che abbiamo pensato decidendo di trasferirci qu.

La possibilità di confrontarsi con un ambiente multietnico, dove l’incrocio tra popoli ne fa la ricchezza, il crederci che volontà significa possibilità e che la meritocrazia sia di casa.

DA QUESTO PUNTO DI VISTA LONDRA NON DELUDE, MA CERTO A CHE PREZZO?

Il prezzo è alto anche se la tecnologia per fortuna aiuta tanto. Ma non è proprio la stessa cosa poter andare da tua mamma a prendere un caffè quando vuoi, avvisandola cinque minuti prima di arrivare quando questo implica dover prenotare un aereo e organizzarti per tempo.

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E poi quale ricchezza sono i nonni? E quale senso di colpa noi mamme expat dobbiamo sopportare per avergli sottratto la gioia di potersi godere i nipotini. E poi, se hai la fortuna, come me, che tutte le tue più care amiche hanno figli della stessa età dei tuoi, vuol dire perdersi compleanni, cene, feste e serate in compagnia.

Vuol dire fatica, adattarsi, imparare una nuova lingua o perfezionarla, si perché se pensi di conoscere l’inglese quando vieni qui ti accorgi che in realtà lo parli malissimo.

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La mamma inglese poi non delude i più classici degli stereotipi. Va in giro con tre, quattro figli insieme con grazia e solerzia, non urla e non perde la calma, ha un approccio easy su tutto, dalla pulizia alla cura dei bambini.

A parte gli scherzi, non c’è nessuna competizione e ogni mamma ha già il suo bel carico da portarsi sulle spalle…, però di certo le mamme expat hanno tutto un concentrato di preoccupazioni e diciamocelo, di sbattimenti in più.

(Poi ci sono quelle che hanno la baby-sitter h24, ma nn faccio parte della categoria).

Ti abitui a contare solo su te stessa. E questo però devo dire fa scattare una solidarietà che non immaginavi, le altre mamme che ho conosciuto qui sono diventate in poco tempo amiche, perché vivere questa esperienza crea un legame decisamente forte.

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Che consiglio posso dare a un’altra mamma che sta pensando di trasferirsi all’estero e che ne sta valutando la possibilità? Di non fare una scelta di impulso, valutare tutti i fattori, da quelli pratici ed economici, a quelli ovviamente personali e affettivi. Dipende per quanto tempo e se il “sacrificio” è giustificato.

È un’esperienza che vale la pena fare?

Ognuno ha una storia personale, ma se decidete di farla, è fondamentale che voi e il vostro compagno siate tutti e due convinti al 100% della scelta che state facendo. Perché poi quando incontrerete inevitabilmente delle difficoltà sarà importante fare blocco unico.

La nostra vita da expat a Londra?

Non è una passeggiata, però quanta ricchezza ti può dare incontrare una differente visione del mondo?

Io ho sempre pensato che il mondo fosse troppo grande, per non provare a vedere se c’è qualcosa di meglio là fuori.

Ci vorrà un po’ di tempo, a una prima fase di stupore e occhi a cuore rispetto a tutte le novità che il nuovo paese che ti accoglie può offrirti, inevitabilmente ne subentrerà un’altra dove realizzerai che l’Italia è un paese con tantissimi punti di forza e che noi italiani guardiamo il giardino del vicino troppo spesso più verde del nostro.

Credo la scommessa si chiami integrazione, riconoscendo l’importanza delle proprie radici, abbracciando il nuovo con un po’ di ironia.

Con affetto

Francesca

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5 Comments

  1. Patrizia caschili
    ottobre 23, 2017 / 13:20

    É dura l’avventura, certo ci si scrollane di dosso i modi mammoni degli italiani, e si prendono le misure alle proprie capacità, ma le coccole dei parenti sono necessarie pee grandi e piccini., anche queste aiutano a crescere e quando si diventa adulti costituiscono un bel patrimonio di ricordi e di forza. Ma voi state guadagnando altre ricchezze, una mentalità cosmopolita e spero una professionalita che riuscirete prima o poi a spendere in italia. E’ una speranza egoistica da zia.

    • mumwhatelse
      Autore
      ottobre 23, 2017 / 13:40

      Speriamo davvero Pa! Grazie del commento! 🙂

  2. Eve
    ottobre 23, 2017 / 21:31

    Grande Fra! Condivido su tutto❤️

  3. Fabrizia
    aprile 14, 2018 / 19:14

    Mi sono imbattuta in questo post che ho trovato molto interessante. Io sono una di quelle mamme che si “sbattono ” da tempo tra un paese e l’altro. Sono già emigrata in Germania e vivo qui da 5 anni, mi sono riconosciuta in ogni tua parola. Mio marito ha avuto una proposta di lavoro per Londra e vorrebbe trasfirsicon tutti noi 2 figli di 7 e 12 anni, il mio problema è il ricominciare nuovamente da un’altra parte oltre al fatto che i miei figli parlano entrambi tedesco ed italiano. Come li inserirò nelle scuole londinesi? Aiuto!

    • mumwhatelse
      Autore
      aprile 15, 2018 / 09:52

      Ciao Fabrizia, grazie innanzitutto per esserti fermata qui a leggere e a lasciare il tuo messaggio. La parola che usi “sbattersi” la capisco anche fin troppo bene! E capisco perfettamente la paura di dover ricominciare in un altro luogo, anche noi stiamo valutando si trasferirci un pò più fuori Londra e capisco esattamente il tuo stato d’animo. Non è facile ricostruirsi una rete e ricominciare a sentirsi un pò a “casa”. Quando dovrebbe essere il trasferimento? Per quanto riguarda la questione dell’inglese, sono sicura che i tuoi figli si ambienteranno benissimo, anzi aggiungeranno l’inglese che è un altro ottimo regalo! In genere i bambini si adattano meglio di noi, ma capisco che uno dei tuoi è quasi alle soglie dell’adolescenza. Cosa pensa lui del trasferimento? Sarebbe contento?

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